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  socia "Carità? Pronto!" Ma sì, che mi frega, se quei due sciuretti dell'Eros e dell'amato, anzi, se quell'essere due in uno degli Amato-Eros sono morti per disgrazia o di morte naturale o di propria mano come si è accertato?
 
Mr K. e la signora Prufrok
 


Se volete dirmi qualcosa,

dite a lei :

ssocia@gmail.com


Pillole di stoltezza

che mi frega, fossero pure
stati assassinati o si fossero
assassinati l'un l'altro?
Uccidere poi é un reato così
ingiusto?
Uccidere direttamente, intendo,
faccia a faccia
o tu o io,
senza ricorrere all'assassinio trasversale
del più forte,
del mandatario nell'ombra
 che incarica del suo crimine
il criminale più debole,
il manovale esposto
agli incerti del mestiere,
compreso quello
di doversi accontentare della caparra?
Aldo Busi

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Contessa, contessa !!!!!
Non puoi più pretendere
di avere
tutti quanti
attorno a te.
Non puoi
più trattare
i  tuoi amanti
come fossero bignè.
Vuoi solo le cose
che non hai,
parli delle cose
che non sai,
cerchi di giocare
ma non puoi,
pensi solamente
ai fatti tuoi.
Chi sei contessa?
Tu non sei più la stessa.
Vuoi che
io rimanga
nel tuo letto
per poi
sbattermi su e giù.
non ti lamentare
se domani
non ti cercheremo più.
Ma vorrei
soltanto averti qui,
sei accattivante
già così,
ti difendi con il D.D.T.,
fai pesare
troppo quei tuoi 'si'.
Chi sei contessa?
Tu non sei più la stessa.
Pensi che
ogni cosa
di concreto
sia da riferire a te,
tu fai
la misteriosa
per nascondere
un segreto che non c'è.
Ma nel tuo castello come va?
Vivi la tua vecchia nobiltà,
non sai neanche tu la verità,
vendi a caro prezzo la realtà.




13 giugno 2004

Mr K. e la Signora Prufrock/12

 Se dovessi dirvi oggi, vi direi Signori che il pensiero rifugge ogni implicazione con quei giorni. A lungo, dopo tutto quello che accadde, ho rimosso. Persino gli odori familiari mi diventarono estranei.Voi lo sapete, certo, per tre mesi ho vissuto in questo stato di alterazione percettiva e non so davvero come sia possibile ricordare tutto quello che è avvenuto fino a questo momento. L'origine. Ma mi sto dilungando, vedo che siete impazienti di sapere cosa accadde poi. Ebbene, si susseguirono messaggi sempre più audaci, fino a quando non cedetti e concessi la mia vera identità a Mr K.

Come dite? Se lo incontrai. Certo, ora non ricordo esattamente come fu che arrivammo a farlo, ma forse questo me lo potreste dire Voi, ma ricordo che una notte il Signor Tiresia bussò alla mia porta per accompagnarmi nel luogo stabilito.Mi fece vestire da uomo e io ubbidii, calandomi sugli occhi un berretto. Arrivammo al luogo convenuto e la prima cosa che vidi furono i suoi occhi.

      




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6 giugno 2004

Mr K. e la Signora Prufrok /11

 Perchè ero fuggita. Non stavo scappando, almeno così credevo. Mi allontanavo, semplicemente, perchè così richiedeva il mio ruolo. Chiamai l'autista e mi feci riaccompagnare a casa. Lungo il viale notai una figura. Era un uomo, stava in piedi accanto ad un albero di magnolia, compito nel suo frac e mi guardava. La mano destra era appoggiata al tronco dell'albero e nella sinistra teneva ben saldi i suoi guanti bianchi. Ebbi il tempo di osservarlo: i capelli neri, lucidi per la brillantina, ma sicuramentein origine erano mossi. Un viso piccolo, quadrato, con una bocca volitiva, gli occhi scuri, profondi, le mani nervose. C'era qualcosa che suonava innaturale in quella posa. Contrariamente alle mie abitudini, mi voltai e i nostri occhi si incrociarono per un breve istante. Mi voltai ancora mentre l'auto stava per svoltare e imboccare il cancello. Non c'ea più. Pensai di essermelo immaginato. 

Quando arrivai a casa mi addormentai vestita, esausta. Stanca di essere quello che ero. 

La cameriera mi trovò così la mattina successiva, quando venne a portarmi la colazione. Sul tavolo c'era una lettera, pensai fosse il solito biglietto di Dilinger.

 Mi piace quando Madame fugge. Madame è una continua sorpresa per me. La prossima volta avrò il piacere di invitarLa personalmente.

K.

K. Un'iniziale.

     




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5 maggio 2004

Mr K. e la signora Prifrok/10

  Non volevo scoprire nulla almeno per il momento. Trovavo che fare troppe domande tutte insieme fosse un azzardo per i rapporti interpersonali, soprattutto tenendo conto del mio lavoro. Non chiedevo nulla. Preferivo scoprire le cose da me oppure non scoprirle affatto. Dilinger rimase accanto a me tutta la sera e io, con diligenza e premura, giocai il mio ruolo di bella statuina di seta  vestita. Sorridevo con condiscendenza e stringevo mani e facevo battute, fumando il mio sigaro preferito. La sera, fuori, nel giardino era particolarmente dolce. Decisi che il mio tempo era scaduto e non volevo certo farmi pagare lo straordinario.   

Rientrai a casa ed era quasi l'alba, trovai una lettera sul mio tavolo:

" Mi dica Madame, perchè è fuggita come chi deve prendere fiato per uscire dall'acqua?"

 




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28 aprile 2004

Mr k. e la signora Prufrok/8

Dilinger era senza dubbio un bell'uomo. Era però uno di quegli uomini che si erano fatti da sè, propensi all'esibizionismo e allo spreco delle proprie risorse.

"Sapevo che il cremisi ti avrebbe dato la giusta luce, mia cara" nel dire questo mi appuntò un'orchidea. Io continuavo a pensare al Signor Tiresia e allo strano messaggio che portava. Ma non volevo scoprire nulla. Almeno per quel momento.

  

 




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27 aprile 2004

Mr. K e la signora Prufrok / 7

 Il Signor Tiresia. L'autista scese dalla macchina per aprirgli la portiera. Si accomodò in macchina, accanto a me. Il primo impulso fu quello di allontanarmi e di evitare ogni tipo di contatto fisico con quel vecchio.Come la prima volta poggiò la sua mano gelida sul mio avambraccio.

" Signorina, devo consegnarle una lettera, la legga subito."

 E uscì dalla vettura.

 La macchina imboccò il grande viale alberato e io aprii la lettera, come Tiresia aveva raccomandato. La carta era la stessa, anche la scrittura; ne dedussi che forse, sì, forse si trattava della stessa persona: " Non so se madame perdonerà questo mio ardire, spero passiate una serata piacevole. Mi accontenterò di osservarLa confuso fra gl invitati."

Dissi all'autista di lasciarmi poco prima dell'ingresso della villa. Dovevo passeggiare, camminare. Dilinger mi aspettava all'ingresso. Elegante nel suo completo bianco.    

 




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